Guida zero sprechi

Gli scarti dell'estrattore non esistono. Esiste solo polpa che non hai ancora cucinato.

Ogni volta che spremi frutta o verdura, 2/3 delle fibre restano nel cestello. Ecco come trasformarle in muffin, polpette, vellutate e molto altro.

Prima
Polpa nel bidone
Dopo
Un piatto in più a tavola

Perché la polpa vale la pena di essere usata

Quando un estrattore separa il succo, trattiene la maggior parte delle fibre insolubili di frutta e verdura: sono proprio queste fibre a dare struttura a torte, polpette e impasti, oltre a saziare più a lungo di un succo bevuto da solo. Buttarle significa perdere sia il valore nutrizionale sia il lavoro fatto per lavare, tagliare e preparare gli ingredienti.

Cosa cucinare in base a cosa hai estratto

Polpa di carota

Ottima per muffin salati, polpette al forno o come base per un ragù vegetale.

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Polpa di mela

Perfetta in torte soffici, composte veloci o come dolcificante naturale negli impasti.

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Polpa di barbabietola

Colora e arricchisce hummus, polpette e impasti per pane con una nota terrosa.

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Polpa di sedano e finocchio

Base ideale per vellutate, brodi vegetali concentrati o soffritti aromatici.

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Tre regole pratiche

1. Usala fresca. La polpa si ossida in poche ore: cucinala lo stesso giorno o congelala subito in porzioni.
2. Alterna dolce e salato. Frutta e verdura a polpa fibrosa (carota, sedano, barbabietola) rendono meglio nel salato; frutta zuccherina (mela, pera, ananas) nel dolce.
3. Aggiusta i liquidi. La polpa trattiene meno acqua della materia prima intera: negli impasti riduci leggermente i liquidi previsti dalla ricetta originale.

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